nona puntata della fase due del coronona virus, ovvero “calendar girls” o “sul passare del tempo nella sua cognizione”

penso che sarà una delle ultime puntate (se non l’ultima) da tre tavole… dalle prossime settimane (ma è quasi finita la storia), ridurrò il numero delle tavole pubblicate.

ma parliamo di questa storia per immagini… cosa sono le immagini?

oramai, siamo abituati, all’opera d’arte nell’era della loro riproducibilità tecnica (il saggio di benjamin) e della società dello spettacolo (il saggio di debord) e si pensa più alle nostre immagini come opere inflazionate.
molti di coloro che mi conoscono di persona, o conoscono la mia storia, sanno della “magia” che attribuisco alla riproduzione delle opere che vengono fatte dall’autore stesso o che comunque ne controlla la riproduzione, perchè diventa, a tutti gli effetti, un’immagine acheropita (un’immagine non fatta da mani umane, anche se in questo caso, è fatta da mani non divine). ognuna delle parole scritte in blu in questo articolo, meriterebbero un approfondimento, ma come sempre, mi piace abundare che deficere…

forse è per questo che potrebbe essere interessante tornare a ragionare sulle nostre immagini quando la loro riproducibilità tecnica, non esisteva.

a parte le immagini acheropite, vorrei soffermarmi su una “sfumatura” proposta da agostino di ippona nel suo “soliloquia”…. per quello che poi divenne s. agostino ci sono principalmente due tipi di immagini: immagini in “equalibus” (in parità) e immagini in “deterioribus” (con peggioramento)…

le immagini in “equalibus”, sono ad esempio i gemelli, le uova, le stampe in serie… qual’è la stampa originale e qual’è la sua copia? sono indistinguibili. come si fa a dire che un uovo è “migliore” dell’altro? o che la stampa “a”, è migliore della stampa “b”? o qual’è tra due gemelli, il gemello originale e qual’è la sua copia? non c’è, sono eguali.

le immagini in peggioramento (in “deterioribus”)
siamo abituati a scattare foto con il nostro cellulare, fotografiamo di tutto e di più. anche la fotografia ha quasi perso la sua forma “artistica”, ed è diventato per molti una accumulazione di immagini che poi diventano poco più brevi dei momenti che fotografano (perchè ne abbiamo troppe da portare a stampare o perchè le pubblichiamo su stories che durano quel che durano). queste sono tutte immagini in “deterioribus”, immagini come la nostra ombra, la nostra figura nei video di sorveglianza, negli specchi, nei ritratti, o in sculture. quasi nessuno direbbe guardandosi allo specchio, o in uno degli esempi citati “guarda come assomiglio alla mia immagine”, perchè è l’immagine che assomiglia a me e non viceversa.

ma come nasce nel mito greco la prima immagine? mi accorgo, io che non ho fatto studi classici, gli antichi greci riescono ancora a parlarci di quello che sono le emozioni umane in un modo che ancora riesce a non lasciarci indifferenti per “il sogno” raggiunto.
il mito della prima “immagine” (in deterioribus) nasce da una “bella” storia, raccontata da plinio il vecchio, ed è la storia del vasaio di butade che lavorava a corinto e dall’amore della figlia. credo che quando c’è passione c’è inventiva, e l’inventiva creata dalla passione porta a invenzioni colme d’amore che colpisce l’animo umano…
plinio ci racconta che c’era una coppia di amanti appassionati, ma un giorno, lui dovette partire. forse per non tornare mai più. lei, nell’ultima notte assieme, disegnò l’ombra del suo amato proiettata su un muro prima che all’alba lui partisse. la ragazza, da quando lui partì, rimase a contemplare sempre questa silhouette innamorata di questa immagine che era l’ombra del suo ricordo. il padre della ragazza, che era un vasaio, cercò un modo per alleviare questo dolore della figlia per la perdita dell’amato e plasmò con l’argilla sulla base dell’ombra disegnata, un’immagine, che seccò e poi cosse per regalarlo alla figlia. da questo doppio gesto d’amore nacque il primo antefisso.

(le puntate precedenti sono qui:  1234567, 8, 8 bis).

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ottava puntata di calendar girl nella fase due del co.vi.d.-’19

ottava settimana…
ma quante cose accadono in questo periodo.

la domanda socratica è “se per fare delle navi, ci vogliono dei carpentieri, per fare politica, ci vuole o non ci vuole una competenza? e quale sarà la sua competenza?”
la politica guida la popolazione o è la popolazione che guida la politica?

in questa emergenza abbiamo visto zaia (governatore del veneto), che prima taglia la sanità e poi cavalca la popolarità, solo grazie ad un servizio socio-sanitario regionale che non ha fatto tempo a distruggere. chiunque lavori nel sociale, ha bene in mente quanti tagli sono stati fatti negli ultimi dieci anni.

e cosa ci accadrà ancora? nella storia, spesso ai grandi eventi nefasti, specialmente se in molte famiglie avvengono delle perdite, seguono delle grandi periodi di crisi, quasi sempre mosse anche da aspetti economici.
la cosa peggiore, è che in questa situazione i regimi più o meno democratici, la popolazione accetta piano piano, l’instaurazione di dittature.
perchè accade? perchè il cittadino medio non ha una cultura politica accentuata, va a votare facendosi convincere dai capi e da tutti coloro che gravitano attorno ai capi, anche quando mettendo in crisi i valori democratici, i valori su cui si fondava l’ordinamento che aveva dimostrato i propri limiti, ma che fino a quel momento, aveva sorretto lo stato delle cose.

sono rari i momenti storici in cui l’instaurazione di una dittatura è un processo rapido. molto più spesso le dittature cominciano grazie ad un consenso popolare. spesso le masse vengono manipolate da gruppi di persone che fino a quel punto hanno mal sopportato la democrazia, e cominciano ad operare per colpirla, cambiando le “regole del gioco”. l’instaurare nuovi ordinamenti, viene appunto, approvato dalla cittadinanza, perchè l’ordinamento democratico è insufficiente e va cambiato… ma come?

tucidide ce lo racconta nella guerra del peloponneso (che chi mi segue magari ha già letto “peloponnesian wars” sul dialogo tra ateniesi e meli), nell’ottavo libro, dedicando alla politica interna ateniese decine e decine di pagine di una narrazione altrimenti dedicata alla guerra. e che ci racconta? di come gli ateniesi, di fronte alla crisi della guerra, mettano in dubbio la loro secolare propensione alla democrazia. tucidide ci scrive degli ateniesi che prima hanno scelto votare a favore dell’inizio delle ostilità con sparta e quando va male, se ne pentono. gli ateniesi capiscono che il loro consenso era stato orchestrato da chi sapeva manipolarli, e quindi un corto circuito tra chi decide e chi viene portato a decidere ma poi capisce di essere stato portato nella direzione sbagliata. vedendo il proprio errore, passano a votare per un gruppo oligarca convinti da una nuova “élite” che risulta irresistibile in confronto ad una “massa”, e si elegge un gruppo di consiglieri “saggi”, che vengono votati in un clima apparentemente rispettoso delle leggi democratiche. la massa decide democraticamente di essere esautorata dei propri poteri democratici. questo voto crea quindi una oligarchia con poteri superiori alle altre cariche…
è retorico dire come anche questa scelta, prima porta alla guerra civile e poi alla perdita della guerra contro sparta.

più recentemente, le crisi economiche, portarono al potere i regimi totalitari in italia il fascismo, e in germania il nazismo.
dalla crisi del 2008 è cominciata l’ascesa dei populismi, dalle facili risposte, con le facili soluzioni che sembrano tanto ovvie ma che tanto sono insidiose nelle loro ombre di attacchi diretti alla democrazia.

rimaniamo socratici, costruiamo metodi d’indagine, dialogo, e la confutazione senza dimenticare i concetti etici fondamentali.
«Dovetti concludere meco stesso che veramente di cotest’uomo ero più sapiente io: […] costui credeva sapere e non sapeva, io invece, come non sapevo, neanche credevo sapere.» socrate.

andiamo avanti, guardando al tempo indietro…
come si misuravano i giorni dopo la rivoluzione francese e dopo la rivoluzione d’ottobre?
e cosa ha portato la diversificazione dei calendari a napoleone?
(le puntate precedenti sono qui:  123456, 7).

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settima puntata durante la fase due del co.vi.d.-’19 (sulla censura da rancido a mozart:)

la riapertura, parziale, fa ritornare li traffico, ritornano le incombenze, gli affetti e i loro effetti…

nel post precedente scrivevo del perchè stavo procedendo in questa mia creazione.
un’altra “verità” in cui ho sempre creduto, è stata quella contro la censura. contro qualsiasi tipo di censura.
quando creavo la mia vecchia fanzine (“rancido” 0, 1, 2, 3, 4, “i racconti del rancido“, 5, 6; non ci sono le anteprime, ma le pagine si:), la linea politica era:

“da censurati non censuriamo nessuno”.

e come si mette in atto questa scelta editoriale? se arrivava qualcosa di scomodo, lo pubblicavo. in realtà è arrivato solo una volta un racconto che non condividevo, ma l’ho pubblicato comunque e ho aggiunto la lettera all’autore in cui chiedevo al riguardo dei punti “critici”, e poi ho pubblicato la risposta dell’autore, tutto sullo stesso numero.
poi il lettore traeva le proprie conclusioni. perchè è facile censurare, ma credo sià più cotruttivo creare un dibattito con una minima cassetta degli attrezzi per pensare.
se ci arrivava qualche disegno brutto? lo pubblicavamo lo stesso. perchè credo che se uno fa la fatica di spedire qualcosa in cui ci ha messo del tempo, passione o quant’alro, c’è un punto in cui tutto questo esiste e lo si può apprezzare. poco importa se il resto “fa schifo”, perchè anche ciò che è brutto ha il suo perchè, che può rivelarsi in un pensare ad un errore da evitare, come andrebbe fatto di meglio, o cosa comporta una scelta di una inquadratura, etc. perchè anche il “brutto” ci stimola a pensare a qualcosa di diverso da quello che c’è già, ci stimola a vedere con altri occhi quello che noi non abbiamo fatto o creare quello che potremmo fare.
non correggevo neanche gli errori di testo, perchè era sintomo di una lingua viva, di una lingua in costante cambiamento e aggiornamento. l’errore di oggi può essere la regola di domani. modi di dire, gerghi e gli errori grammaticali, sono modi di esprimersi, di vivere la propria lingua, l’impronta digitale di un autore.

“rancido” era appunto l’idea che quello che è brutto, schifoso, diverso, era buono per qualcun’altro.
come nell’immondizia si butta ciò che per “noi” è marcio… ma se si guarda bene, con un po’ di pazienza, nel cestino c’è tutto un mondo di esseri viventi, che hanno anche loro, nel loro piccolo, la loro dignità di esiste. è questo “underground” che produce un humus indispensabile a fare nascere qualcosa di ancora più inaspettato che possiamo apprezzare.

come avevo scritto all’ingresso del laboratorio di “elemento di disturbo“: “da pensieri nascono parole, che portano altre parole, che si scambiano in chiacchiere che creano nuove idee che ci fanno sognare altri pensieri e che fanno nascere nuove parole…”

come lo è stato anche per il drammaturgo beaumarchais che scrisse varie opere, tra cui una trilogia, composta da “il barbiere di siviglia“, “la folle giornata ossia le nozze di figaro“, “la madre colpevole“. queste opere vennero proibite perchè aizzava l’odio tra le classi. wolfgang amadeus mozart ebbe comunque una copia della commedia, che a sua volta la diede al librettista lorenzo da ponte. (il librettista è l’autore dei versi di un’opera) mozart in un tour de force mise la musica e da ponte scrisse le parole. lavorarono in gran segreto, e quando gli dissero di stare attenti che stavano rischiando con quest’opera censurata, lorenzo rispose “su ciò che non si può parlare, si può cantare“.*

da parole si creano idee, che possono essere anche censurate, ma una volta dette fanno nascere altre idee e parole che portano ad altre…
e da quello che alcuni va censurato, per altri sono l’humus da cui far nascere “le nozze di figaro ossia la folle giornata“. e chi non ne è rimasto colpito? e non penso di essere stato l’unico ad avere riadattato le arie o le parole per descrivere nuove situazioni…

…ma andiamo quindi avanti con questa più modesta opera divulgativa dal genere erotico con altre tre tavole…
(le puntate precedenti sono qui:  12345, 6).
per chi avesse dubbi, può controllare anche in questo calcolatore di date.

buona lettura…

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quarto lunedì di fumetti in quarantena

da un mese sto pubblicando settimanalmente le mie tavole di un fumetto, che fino a poco tempo fa, era destinato, forse, a rimanere in un cassetto assieme a tante altre idee…

questo periodo di isolamento, mi costringe a “vivere la vita”, senza l’ansia del “dover vivere”…
mi mancano le persone care, ma non devo correre di qua o di la a fare commissioni, faccende, correre dietro a mille altre cose che a loro volta mi rincorrono… sono meno stanco e quindi devo meno “staccare” vedendo film, serie (a parte quelle radiofoniche di cui sono ghiotto mentre disegno) etc.
insomma: faccio meno, ma quel che faccio mi sembra che sia più affine al mio essere, al mio “senso” della vita.

comunque, le puntate precedenti, tanto per riprendere il filo sono qui: la primala seconda e la terza

ma eccoci al nuovo mini episodio, con finale che potrebbe essere una nuova “evoluzione”…

qui sotto il continuo…

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